Le piante che ci piacciono

La nostra selezione
“Le piante che appaiono e scompaiono.”
Errano per il giardino e di anno in anno formano delle colonie sempre più grandi, sono perenni che resistano al freddo, difficilmente si ammalano e non hanno bisogno di particolari attenzioni. Sono arrivate in vivaio ognuna con una storia diversa.
Eomecon chionantha

Da piantare in un giardino riparato dal sole come sottobosco.
Una delizia, bella la foglia e bellissimo il fiore bianco e semplice che scintilla anche all’ombra. Appare delicata, ma non lo è. Si diffonde camminando con stoloni/steli succulenti color giallo arancio – che sporcano le mani. Se trova il suo posto diventa molto invasiva. Se l’inverno è mite tiene anche la foglia.

Tinantia pringlei

Questa è veramente una piccola pianta che io definisco magica.
Per il colore delle foglie, del fiore e per la sua delicatezza apparente, per il suo comportamento resistente al freddo e in parte, ho notato, anche alla siccità. Cresce dove altre piante faticano. Vigorosissima in estate scompare in inverno. Fiorisce dalla tarda primavera all’autunno, se l’inverno è molto rigido torna comunque dal seme caduto. Cosa non da poco non è mai attaccata da insetti.

Begonia grandis subsp. evansiana

Una pianta che ricorda i giardini della nonna, facilissima.
Cresce meglio tra l’ombra e il sole, è velocissima.Scompare in inverno, ma è capace di esistere alle gelate. Alla fine della primavera, bisogna armarsi di pazienza quando ormai l’hai data per morta e pensi di averla perduta magicamente riappare e non solo dove l’hai piantata, la si ritrova ovunque. Foglie e fiori meravigliosi, fino a ottobre.

“Le piante altruiste.”
Crescono e fioriscono beate senza le nostre cure, si accontentano di poca acqua resistendo al caldo.
Le salvie ornamentali

facili, rustiche, in fiore dalla tarda primavera all’autunno inoltrato, una volta ben radicate e ambientate meno le si cura meglio si comportano.
E’ bello lasciarle crescere libere verso il sole.
Per distinguere le mille specie e le mille cultivar bisogna osservarne la foglia: la sua forma e la sua consistenza, il colore del calice e il profumo, alcune sanno di medicina, altre di prato secco e quelle che stanno più all’ombra sanno vagamente di muschio.
Crescono sulle montagne dell’Himalaiya, dal Pakistan al Bhutan, sulle coste del mediterraneo, nei prati sugli appennini, in America e sud America, insomma in tutto il mondo e a tutte le altitudini.
Alcune temono gli inverni freddi, ma basta pacciamarle, si potano un paio di volte l’anno per svecchiare i fusti che possono diventare molto legnosi e spezzarsi facilmente.
Anche nei vasi in città si comportano molto bene.

Gompostigma virgatum

Bello il portamento scomposto, abbastanza eretto, ma si curva con il peso dei semi che sono tantissimi. Rustico, sopporta bene anche i periodi di siccità.Bello quando si muove al vento. Le foglie sono sottili simili a quelle del rosmarino, ma più morbide. Il colore è verde – grigio.

Il fiore semplice è un piccolo gioiello che brilla assieme alla pagina inferiore della foglia. Da in fa circa tre fioriture dalla primavera all’inverno.
Tende a diventare legnoso, quindi se questo non piace non piantarlo in primo piano.

Anisodontea malvastroides

Una arbusto dai rami forti e i fiori delicati. Cresce velocemente. Gli piace il sole ed è sempre, in fiore. L’avevo notato proprio in inverno perché mi pareva impossibile che un fiorellino così fragile potesse spuntare tra quei fusti robusti. Abbiamo cominciato a coltivarla ed è una delle piante che non mi fa mai paura consigliare.Per contenere la pianta, se in vaso, potare senza paura.